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CHIRURGIA E FISIOLOGIA DEL NASO

RAPPORTI TRA CHIRURGIA DEL NASO E FISIOLOGIA RESPIRATORIA E OLFATTIVA Ogni atto di chirurgia nasale, in particolare per la correzione del naso “tappato” dovuto a ipertrofia (gonfiore cronico) dei turbinati e a deviazioni del setto nasale, deve tenere in estrema considerazione il rispetto e la conservazione delle funzioni del naso. 

È per questo motivo che negli ultimi anni è nata tutta una serie di tecniche chirurgiche mini invasive che da una parte consentono la correzione delle patologie nasali e dall’altra mantengono inalterate le funzioni fisiologiche del naso. Tra le tecniche più efficaci eseguo da anni la devascolarizzazione sottomucosa o svuotamento funzionale dei turbinati con laser a diodi e con radiofrequenza di terza generazione (coblator). In queste tecniche utilizzo la sola anestesia locale con sedazione, non uso mai i fastidiosissimi tamponi nasali. Il paziente permane in struttura 2-3 ore e può riprendere le proprie mansioni lavorative già il giorno successivo all’intervento.

LE FUNZIONI DEL NASO Per comprendere il funzionamento delle fosse nasali bisogna conoscere bene due concetti: Respirazione nasale:  Il naso è dotato di un'apertura esterna dilatabile a livello della narice, detta valvola esterna. Nella inspirazione tranquilla il flusso dell'aria è praticamente laminare, data la ristrettezza delle fosse nasali. La presenza di malattie del naso come le deviazioni del setto nasale, l’ipertrofia dei turbinati (gonfiore cronico) e i polipi nasali causano importanti turbolenze e ostacolo al passaggio dell’aria (rinite ostruttiva).

Ciclo nasale:  il calibro delle fosse nasali varia in continuazione con il tempo, in maniera speculare tra le due fosse. Non respiriamo mai con entrambe le fosse nasali e nello stesso modo. Per un concetto di “economia” il corpo utilizza un solo lato del naso per volta mediante una riduzione di volume dei turbinati nella fossa nasale che respira (diminuendo la quantità di sangue in essi contenuta) ed un aumento di volume dei turbinati nella fossa nasale che non respira (aumentando la quantità di sangue in essi contenuta). Dopo un certo periodo di tempo il fenomeno si inverte. Questo meccanismo viene definito ciclo respiratorio nasale. La durata del ciclo nasale è relativamente stabile in ciascun soggetto, anche se è influenzata ovviamente dalle caratteristiche fisiche dell'aria inspirata. Essa oscilla tra i 30' e le 7 h. In circa il 15% dei soggetti il ciclo nasale è molto irregolare. Il paziente deve conoscere bene il fenomeno anche per valutare bene gli esiti a distanza degli interventi chirurgici.

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Dott. Claudio Lambertoni

Specialista in Otorinolaringoiatria-Chirurgia dei Turbinati, Rinoplastica, Russamento e Apnee del sonno

Medico Chirurgo, iscritto allordine dei Medici di Milano al n° 35641, nato il 3 marzo 1953.

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