Cerca
  • Dott. Claudio Lambertoni

Tiroidite infettiva, Tiroidite autoimmune (Hashimoto)

Aggiornato il: 25 nov 2020

La tiroidite è una malattia infiammatoria acuta o cronica della ghiandola.

La causa può essere:

  • infettiva (virale o batterica)

  • autoimmunitaria (legata a disordini del sistema immunitario - Hashimoto).

Si può manifestare in quadri clinici di diversa gravità le cui conseguenze possono andare da una completa guarigione fino ad una distruzione totale del tessuto ghiandolare con gravi ripercussioni sulla funzionalità della ghiandola che, in questi casi, non è più in grado di produrre gli ormoni e va in ipofunzione (ipotiroidismo).

Nella diagnosi, oltre ai reperti anamnestici (storia e descrizione dei sintomi) e obiettivi (palpazione della ghiandola), sono importanti:

  • esami ematici, che evidenziano lo stato infiammatorio (notevole aumento della VES e dei globuli bianchi) e, nelle forme autoimmuni, la comparsa di auto anticorpi circolanti (anticorpi anti tiroide e altri);

  • ecotomografia tiroidea, che evidenzia la presenza di tipiche anomalie degli echi;

  • scintigrafia tiroidea, che può dimostrare un aumento diffuso della captazione del tracciante radioattivo (nelle forme batteriche o virali) o una sensibile diminuzione, nelle forme autoimmuni.

Terapia della Tiroidite

La terapia è medica, strettamente endocrinologica e viene condotta sotto continuo monitoraggio con esami seriati e si basa sulla somministrazione di antibiotici e di cortisone e, nei casi in cui la ghiandola perde la facoltà di produrre ormoni, di preparati ormonali sostitutivi.


TUMORI BENIGNI

I tumori benigni della tiroide sono rappresentati quasi esclusivamente dagli adenomi. Queste neoplasie, quando producono ormoni in eccesso, possono causare una sindrome ipertiroidea (Morbo di Plummer).


TUMORI MALIGNI

I tumori maligni della tiroide sono rappresentati quasi esclusivamente dai carcinomi.

La diagnosi si formula:

  • con la palpazione dell'organo che evidenzia un nodo di consistenza dura e aderente ai piani profondi

  • con la ecotomografia con tecnica color doppler che evidenzia un nodo solido, a contorni sfumati con "anomala distribuzione dei colori"

  • con la scintigrafia che evidenzia il più delle volte una zona di ghiandola non funzionante (nodo freddo)

  • con la agobiopsia ecoguidata per esame citologico che evidenzia la presenza di cellule tumorali.

La terapia è chirurgica e consiste in interventi di asportazione parziale o totale della ghiandola seguiti dalla opportuna terapia medica (Tiroidectomia parziale o totale). Nelle operazioni sulla tiroide è molto importante, quando possibile, isolare e conservare il nervo ricorrente che comanda la motilità delle corde vocali. Una lesione del nervo comporta inevitabilmente una paralisi laringea a carico delle corde vocali. Per questo motivo è fondamentale indagare prima e dopo le operazioni la motilità delle corde vocali mediante visita otorinolaringoiatrica completata da video fibrolaringoscopia.

Altra importante cautela da osservare nelle operazioni è il riconoscimento e la conservazioni delle ghiandole paratiroidi che sono situate nelle regione tiroidea e che sono deputate alla produzione del paratormone che regola il metabolismo del calcio. Un danno chirurgico delle paratiroidi se non riconosciuto e trattato può creare problemi anche gravi come le crisi tetaniche da ipocalcemia.


Dopo la chirurgia sarà molto importante l'intervento dell'endocrinologo per compensare eventuali squilibri ormonali e dell'oncologo per programmare una eventuale chemioterapia e radioterapia.


La prognosi è decisamente migliore per le neoplasie costituite da cellule in parte funzionanti che captano preparati iodati a cui possono essere abbinati farmaci chemioterapici.

8 visualizzazioni0 commenti