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Trauma cranico e labirintico

  • Immagine del redattore: Dott Claudio Lambertoni
    Dott Claudio Lambertoni
  • 22 set 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 4 giorni fa

La patologia traumatica in otorinolaringoiatria riguarda cranio, naso, volto e collo. Nei traumi cranici sono possibili danni alla rocca petrosa e al labirinto, talvolta gravi e permanenti, con ripercussioni sull'udito e sull'equilibrio.


Come il trauma danneggia il labirinto


I danni al labirinto possono essere provocati in due modi:

  • in modo diretto, per un trauma che colpisce direttamente il cranio;

  • in modo indiretto, come nel colpo di frusta.


In entrambi i casi si possono verificare fratture della rocca petrosa e del labirinto, oppure lesioni labirintiche senza frattura, comunque responsabili di sindromi labirintiche. I sintomi si dividono in:

  • cocleari (a carico dell'udito): ipoacusia e acufeni;

  • vestibolari (a carico dell'equilibrio): vertigini.

Sindrome post cranio traumatica (traumi cervicali e colpi di frusta)  La partecipazione degli organi deputati al senso dell'udito e dell'equilibrio ai danni da trauma cranio-cervicale crea sempre molti problemi sia clinici che in ambito medico legale.  Non è infrequente infatti il riscontro di sintomi di tipo uditivo (diminuzione dell'udito) e di sfumati sintomi vertiginosi (vertigini soggettive di durata sub-continua) che possono persistere anche a lungo dopo un violento traumatismo del cranio e del collo anche in assenza di rilievi obiettivi del danno. Si tratta in questi casi di una complessa sindrome post traumatica che pare essere causata da una temporanea insufficienza delle cellule nervose e che, se da un lato determina persistenti sofferenze al paziente, dall'altro crea frequentemente non pochi problemi in ambito medico legale.  Esiste nella sindrome anche un costante interessamento dei propriocettori muscolo tendinei della colonna cervicale. Tali recettori, che informano il cervello sulla posizione della colonna cervicale nello spazio, possono essere disfunzionali poichè compressi dalla muscolatura cervicale contratta per il trauma.  Quando il paziente si trova in questa situazione e se sussistono problemi di tipo legale, oltre agli approfondimenti diagnostici in ambito otorinolaringoiatrico, audiologico e neurologico e alla esecuzione delle idonee terapie, è sempre consigliabile rivolgersi allo specialista in medicina legale e delle assicurazioni.

Sindrome labirintica da frattura della rocca petrosa


La linea di frattura interessa prevalentemente l'orecchio medio e può quindi provocare:

  • emotimpano (versamento di sangue nell'orecchio);

  • otorragia (fuoriuscita di sangue dal condotto uditivo per una lesione del timpano);

  • ipoacusia di tipo trasmissivo, spesso con danni al nervo acustico e vestibolare e vertigini di tipo labirintico.


L'ipoacusia è in genere irreversibile, mentre i disturbi vertiginosi con il tempo possono migliorare grazie ai fenomeni di compenso centrale: il cervello, infatti, si “abitua” alla differenza di segnali che giungono dai due labirinti.


Sindrome labirintica senza frattura (concussione labirintica)


In questo caso i danni ai labirinti cocleare (udito) e vestibolare (equilibrio) si verificano per un vero e proprio “scuotimento” violento della massa encefalica all'interno del cranio: è la cosiddetta commozione labirintica, detta anche concussione labirintica.

Il fenomeno può verificarsi sia per trauma diretto sia indiretto (colpo di frusta): all'interno dei labirinti si creano micro-emorragie responsabili dei danni alle strutture. La sintomatologia è analoga a quella della forma con frattura, ma molto più sfumata. La diagnosi si basa sulla visita, sui dati strumentali e sulla negatività della ricerca della frattura mediante la TAC del cranio.


sindrome labirintica

Sindrome post cranio-traumatica (traumi cervicali e colpi di frusta)


Il coinvolgimento degli organi dell'udito e dell'equilibrio nei traumi cranio-cervicali crea spesso problemi sia clinici sia in ambito medico-legale. Non è raro riscontrare sintomi uditivi (diminuzione dell'udito) e vertigini soggettive di durata sub-continua, che possono persistere a lungo dopo un trauma violento di cranio e collo, anche in assenza di segni obiettivi.


Si tratta di una complessa sindrome post-traumatica, che pare causata da una temporanea insufficienza delle cellule nervose e che, oltre a determinare sofferenze persistenti, crea non pochi problemi in ambito medico-legale. Nella sindrome è costante anche l'interessamento dei propriocettori muscolo-tendinei della colonna cervicale, che informano il cervello sulla posizione del collo nello spazio e possono risultare disfunzionali perché compressi dalla muscolatura contratta per il trauma.


La diagnosi


La diagnosi dei danni da trauma si formula con il parere dell'otorinolaringoiatra e dell'audiologo, tramite l'esame obiettivo (visita) completato da rilievi strumentali:

  • esame audio-impedenzometrico;

  • ABR (potenziali evocati uditivi);

  • esame vestibolare;

  • TAC del cranio.


In presenza di problemi di tipo legale, oltre agli approfondimenti otorinolaringoiatrici, audiologici e neurologici e alle terapie del caso, è sempre consigliabile rivolgersi anche allo specialista in medicina legale e delle assicurazioni.


Quando rivolgersi allo specialista


Se dopo un trauma cranico o un colpo di frusta avverti calo dell'udito, acufeni o vertigini che non passano, è importante una visita otorinolaringoiatrica e audiologica, per valutare il danno e impostare gli accertamenti e le terapie adeguate.


FAQ – Domande frequenti sul trauma labirintico

Che cos'è la concussione (o commozione) labirintica?

È un danno al labirinto senza frattura, dovuto a uno scuotimento violento della testa (trauma diretto o colpo di frusta), con micro-emorragie interne. Dà sintomi simili a quelli della forma con frattura, ma più sfumati.

Sì. I danni al labirinto possono essere indiretti, come nel colpo di frusta, e provocare ipoacusia, acufeni e vertigini, talvolta persistenti anche a lungo.

Nelle fratture della rocca petrosa l'ipoacusia trasmissiva è di solito irreversibile, mentre le vertigini possono migliorare nel tempo grazie al compenso centrale.

Con la visita otorinolaringoiatrica e audiologica, completata da esami strumentali: audio-impedenzometria, ABR, esame vestibolare e TAC del cranio.

Perché i sintomi possono persistere anche senza segni obiettivi, con ricadute in ambito assicurativo e legale. In questi casi è utile coinvolgere anche lo specialista in medicina legale.


 
 
 

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