Raffreddore o sinusite: come riconoscerli
- Dott Claudio Lambertoni
- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min
Raffreddore e sinusite condividono molti sintomi, naso chiuso, secrezioni, mal di testa, e nei primi giorni possono sembrare lo stesso disturbo. La differenza principale sta nella durata e nell'andamento: il raffreddore migliora in genere entro 7–10 giorni, mentre la sinusite tende a persistere oltre i 10 giorni o a peggiorare dopo un iniziale miglioramento, spesso con dolore o pressione al viso. Capire quale dei due disturbi è in corso aiuta a decidere quando è sufficiente la gestione a casa e quando è utile una visita specialistica.
Cos'è il raffreddore
Il raffreddore è un'infezione virale delle prime vie respiratorie, causata da virus come rhinovirus, adenovirus e virus dell'influenza. Si manifesta in modo graduale, con naso che cola, starnuti frequenti, gola irritata e, al massimo, qualche linea di febbre. Nella maggior parte dei casi si risolve da solo in 7–10 giorni.
Cos'è la sinusite
La sinusite è l'infiammazione dei seni paranasali, le cavità piene d'aria intorno al naso. Può comparire dopo un raffreddore oppure insorgere improvvisamente. Spesso è di origine batterica, i germi più frequenti sono Streptococcus pneumoniae (pneumococco), Haemophilus influenzae e Moraxella catarrhalis, più raramente lo stafilococco, e tende a dare muco denso, dolore o pressione al viso e sintomi che durano più a lungo.
Quali sono le differenze tra raffreddore e sinusite?
La tabella seguente riassume le differenze principali tra raffreddore e sinusite. Nessun singolo sintomo, da solo, è decisivo: conta il quadro d'insieme e, soprattutto, come i disturbi evolvono nel tempo.
Raffreddore | Sinusite |
Inizia gradualmente | Può comparire dopo un raffreddore o insorgere improvvisamente |
Naso che cola con muco chiaro o leggermente denso | Muco spesso, giallo o verde (il colore da solo non basta a indicare un'origine batterica) |
Starnuti frequenti | Starnuti meno comuni |
Gola irritata | Dolore o pressione al viso (fronte, guance, intorno agli occhi) |
Febbre assente o lieve | Febbre più probabile, soprattutto se l'infezione è batterica |
Dura in genere 7–10 giorni | I sintomi persistono oltre 10 giorni oppure peggiorano dopo un iniziale miglioramento |
Causa virale: rhinovirus, adenovirus, virus dell'influenza | Causa batterica: Streptococcus pneumoniae (pneumococco), Haemophilus influenzae, Moraxella catarrhalis, più raramente lo stafilococco |
Segni che fanno pensare alla sinusite
Dolore o senso di pressione al viso, che aumenta piegandosi in avanti.
Naso molto chiuso con secrezioni dense.
Riduzione dell'olfatto.
Mal di testa localizzato a fronte o zigomi.
Dolore ai denti superiori.
Quando è più probabile un semplice raffreddore
È più probabile che si tratti di un raffreddore quando i sintomi prevalenti sono:
naso che cola;
congestione nasale;
starnuti;
lieve mal di gola;
qualche linea di febbre.
Se nell'arco di una settimana i disturbi iniziano a migliorare, l'ipotesi più probabile resta il raffreddore.
Quando preoccuparsi e consultare un medico
È consigliabile una valutazione medica se:
i sintomi durano più di 10 giorni senza migliorare;
migliorano e poi peggiorano di nuovo ("doppio peggioramento");
compare febbre alta (oltre 39 °C) insieme a dolore intenso al viso.
È opportuno rivolgersi rapidamente a un medico se compaiono gonfiore intorno agli occhi, alterazioni della vista, forte mal di testa o rigidità del collo.
Cosa fare in caso di raffreddore o sinusite
Per entrambe le condizioni possono essere utili alcune misure a casa:
lavaggi nasali con soluzione fisiologica o ipertonica;
bere molti liquidi;
riposo;
se necessario e se adatti alla persona, farmaci per alleviare dolore o febbre (farmaci antinfiammatori non steroidei, FANS).
Gli antibiotici non sono utili per il comune raffreddore, ma possono essere fondamentali nella maggior parte dei casi di sinusite, che spesso è di origine batterica. Di norma si utilizzano antibiotici ad ampio spettro per almeno 10 giorni; se l'esame colturale sul muco nasale è positivo, si scelgono antibiotici mirati sul tipo di batterio individuato.
Come si fa la diagnosi di sinusite
La diagnosi di sinusite è soprattutto clinica: si basa cioè sui sintomi e sulla visita otorinolaringoiatrica. Lo specialista in Otorinolaringoiatria valuta in particolare:
Durata dei sintomi: la sinusite è più probabile se i disturbi persistono oltre 10 giorni senza migliorare.
Andamento della malattia: è suggestivo il "doppio peggioramento" quando un raffreddore sembra migliorare ma poi torna a peggiorare.
Dolore o pressione al viso, soprattutto su fronte, guance o intorno agli occhi, che può aumentare piegandosi in avanti.
Congestione nasale e secrezioni dense.
Riduzione dell'olfatto.
Febbre, soprattutto se elevata e associata a dolore facciale intenso.
Durante la visita, l'otorinolaringoiatra:
esegue l'esame endoscopico delle fosse nasali (fibroscopia nasale);
palpa i seni paranasali per verificare se sono dolenti;
esamina gola e orecchie, poiché le infezioni delle vie respiratorie superiori possono essere associate.
Quando servono gli esami
Gli esami sono riservati a situazioni particolari e possono includere:
Coltura del secreto nasale (tampone nasale): si preleva il muco, lo si semina su appositi terreni di coltura e, se si sviluppano batteri, si valuta a quali antibiotici sono sensibili (esame colturale e antibiogramma).
Endoscopia nasale: permette di visualizzare direttamente le cavità nasali e l'eventuale presenza di pus, polipi o altre anomalie.
TC dei seni paranasali senza mezzo di contrasto: è l'esame di riferimento per studiare i seni
paranasali e ha ormai sostituito la vecchia radiografia del cranio.
Conclusioni
È possibile distinguere la sinusite da un raffreddore, anche se non sempre nei primi giorni. In generale è più probabile che si tratti di sinusite quando è presente almeno uno dei seguenti quadri:
sintomi che durano più di 10 giorni senza miglioramento;
peggioramento dopo un iniziale miglioramento;
febbre alta associata a dolore facciale intenso e secrezioni purulente per almeno 3–4 giorni
consecutivi.
Se i disturbi si prolungano o peggiorano, una visita otorinolaringoiatrica permette di arrivare a una diagnosi sicura e di impostare la cura più adatta.
FAQ - Domande frequenti
Come capire se è raffreddore o sinusite?
Il criterio più utile è la durata. Il raffreddore migliora in genere entro 7–10 giorni; la sinusite tende a durare oltre 10 giorni o a peggiorare dopo un iniziale miglioramento, spesso con dolore o pressione al viso. Nessun sintomo, da solo, è decisivo: conta il quadro complessivo.
Quanto dura un raffreddore?
In genere da 7 a 10 giorni. Se i sintomi si prolungano oltre questo periodo o peggiorano di nuovo, è opportuno valutare la sinusite.
Il muco giallo o verde indica un'infezione batterica?
Non necessariamente. Il colore del muco, da solo, non basta per stabilire se l'infezione è batterica.
Servono sempre gli antibiotici?
No. Gli antibiotici non sono utili per il comune raffreddore. Possono invece essere necessari nella sinusite, che spesso è di origine batterica, ma la decisione spetta al medico.