Sinusite persistente: cause, rimedi e quando rivolgersi allo specialista
- Dott Claudio Lambertoni
- 18 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
La sinusite è uno dei disturbi più frequenti e fastidiosi: naso chiuso, senso di pressione al viso, mal di testa. Ma quando è il momento di preoccuparsi davvero? E quali sono le cause più comuni della sinusite persistente?
Differenza tra sinusite acuta e cronica
Spesso si parla di sinusite in modo generico, ma le sinusiti non sono tutte uguali. Conoscere la differenza è il primo passo per capire perché i sintomi si protraggono e quale percorso terapeutico seguire.
Sinusite acuta
Compare all’improvviso, spesso dopo un raffreddore o un’influenza, in genere si risolve entro 4 settimane. I sintomi tipici sono:
· naso chiuso
· dolore o senso di pressione al viso
· secrezioni mucose dense
· mal di testa
· a volte febbre
Nella maggior parte dei casi risponde bene alla terapia appropriata, che può includere antibiotici, aerosol nasali, antinfiammatori e cortisone.
Sinusite cronica
La sinusite cronica, invece, si distingue per sintomi che durano più di 12 settimane o che si ripresentano frequentemente. Può essere legata ad un’infiammazione persistente, allergie o polipi nasali. I sintomi più comuni sono:
naso sempre ostruito
riduzione dell’olfatto (iposmia)
sensazione costante di peso al viso
secrezioni mucose continue in gola (mucorrea retronasale)
Dunque, la differenza principale tra la sinusite acuta e la sinusite cronica riguarda la durata e la frequenza dei sintomi.
Perché la sinusite non guarisce
Il paziente ha seguito le cure adeguate, antibiotici, aerosol nasali, antinfiammatori, cortisone, ma nonostante questo i sintomi continuano a tornare.
Può succedere e c’è sempre un motivo. La sinusite può non guarire quando:
la causa non è stata risolta: setto nasale deviato, turbinati ingrossati o polipi possono impedire una corretta ventilazione dei seni paranasali
esiste un’infiammazione di tipo allergico
le cure non sono mirate o non è stato identificato il germe responsabile (mediante un prelievo del muco)
sono presenti infiammazioni croniche legate al fumo, all’inalazione di sostanze irritanti o tossiche, oppure all’uso prolungato di gocce nasali a base di vasocostrittori
la terapia è stata interrotta troppo presto
Se il disturbo non passa o continua a ripresentarsi, è fondamentale ricevere una valutazione specialistica per individuare la causa alla radice e impostare la terapia più adeguata. In questi casi, potrebbe trattarsi di sinusite cronica o di altre patologie importanti, talvolta anche tumori del naso e del massiccio facciale.
Quando le medicine non bastano
Se le terapie tradizionali non bastano, potrebbe non trattarsi di una sinusite “semplice” di natura virale, ma di una forma batterica. Le forme virali, infatti, tendono a migliorare nell’arco di 7-10 giorni, in seguito a terapia a base di aerosol nasali con farmaci steroidei (cortisone) e mucolitici, lavaggi nasali con soluzione fisiologica e antinfiammatori per via orale a base di paracetamolo o steroidi.
Quando i sintomi persistono oltre i 10 giorni senza alcun miglioramento, o addirittura peggiorano dopo una prima fase di apparente recupero, è probabile che si tratti di una sovrapposizione batterica.
Nelle forme batteriche croniche la terapia è diversa: oltre alle cure già descritte, si aggiungono antibiotici scelti in base all’esito dell’esame colturale e antibiogramma sul muco nasale (tampone nasale). In caso di esami colturali negativi si ricorre ad antibiotici ad ampio spettro, da assumere per un periodo di almeno 10 giorni. Particolarmente efficaci sono gli antibiotici a base di amoxicillina associata all’acido sulbactamico.
Nei casi in cui la risposta alla terapia medica non sia soddisfacente e se la guarigione non arriva entro 15-20 giorni, l’antibiotico potrebbe non essere adatto e può essere necessario cambiare molecola, aggiungendo spray cortisonici e antistaminici, in particolare nelle forme associate ad allergia.
Esami utili

Una visita specialistica otorinolaringoiatrica, eventualmente accompagnata da esami endoscopici e colturali sul muco, come ad esempio la fibroscopia nasale o la fibrolaringoscopia, è il percorso più efficace per individuare la causa reale e definire il trattamento più adatto al singolo caso.
In presenza di sintomi persistenti o ricorrenti, è sempre indicato eseguire una TAC dei seni paranasali e una RMN del massiccio facciale: questi esami permettono di confermare la diagnosi di sinusite cronica e di escludere, o individuare precocemente, altre patologie con sintomatologia simile.
Quando serve l’intervento
Quando una sinusite cronica, diagnosticata in modo approfondito e trattata adeguatamente, non guarisce, possono essere presenti problemi strutturali come setto nasale deviato, ipertrofia dei turbinati, polipi nasali, drenaggio dei seni ostruito.
In questi casi è necessaria la terapia chirurgica che si basa su interventi endoscopici mini invasivi come la FESS (Functional Endoscopyc Sinus Surgery). L’obiettivo degli interventi è eliminare le patologie strutturali che ostacolano la respirazione nasale, ridurre gli stati infiammatori e ripristinare il normale drenaggio delle secrezioni.
Come migliorare il respiro
La FESS, abbinata a tecniche per la correzione del setto nasale (settoplastica) e per il trattamento dell’ipertrofia dei turbinati (con laser a diodi o coblator), consente di ripristinare una respirazione nasale corretta e duratura. Si tratta di una procedura mini invasiva eseguita in anestesia generale, che avviene dall’interno delle fosse nasali senza alcuna incisione esterna. Attraverso strumenti dedicati come fibre ottiche e debrider, si ripristina il drenaggio dei seni rimuovendo esclusivamente il tessuto malato. Quando necessario, l’intervento può includere anche la correzione di anomalie associate, come il setto deviato, i polipi o l’ipertrofia dei turbinati.
Hai una sinusite che non passa?
Se i sintomi non migliorano o continuano a ripresentarsi, non aspettare: una valutazione specialistica e completa è il primo passo per ritrovare il benessere.



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