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  • Dott. Claudio Lambertoni

IMPEDENZOMETRIA e OTOSCLEROSI: Quando l'udito perde elasticità

L'esame è indicato nello studio delle malattie dell'orecchio e nella ipoacusia (diminuzione dell'udito) e valuta:


L'impedenza del sistema timpano-ossiculare (membrana timpanica ed ossicini): cioè la "resistenza opposta dall'orecchio medio al passaggio dell'onda sonora". L'impedenza può essere considerata come "il contrario dell'elasticità".

I riflessi del muscolo stapedio (muscolo della staffa). Il reflessogramma stapediale che fornisce informazioni sulla motilità degli ossicini e sul "nervo acustico".


L'esame è ambulatoriale, dura pochi minuti ed è del tutto indolore.

Viene eseguito inserendo una piccola sonda nell'orecchio del paziente.

E' una tecnica oggettiva perché non è necessaria la collaborazione del paziente.

Fornisce utilissime informazioni sull'udito del paziente soprattutto dal punto di vista qualitativo (come si sente) e consente di valutare l'integrità della via acustica centrale (nervo acustico e nuclei) con l'esecuzione di alcuni test otoneurologici come il "reflex decay test".


L'esame è fondamentale nelle patologie dell'orecchio medio come l'otosclerosi e le malattie dell'orecchio medio secondarie a patologie nasali come l'ipertrofia dei turbinati ed altro).

Otospongiosi

L'otosclerosi, detta anche otospongiosi, è una distrofia (sofferenza e degenerazione) delle strutture ossee del labirinto.


E' generalmente bilaterale e colpisce in genere soggetti giovani con maggior frequenza di sesso femminile (il sesso femminile è colpito con frequenza doppia di quello maschile).

A causa di questo processo osteodistrofico si verifica un "blocco" (anchilosi) del movimento della staffa nella sua sede: la finestra ovale.

Cause

La malattia si trasmette con un meccanismo di tipo ereditario, prevalentemente legato al cromosoma sessuale X e ciò spiegherebbe la maggior incidenza della malattia nelle donne.

L'otosclerosi insorge spesso nella pubertà, si aggrava con la gravidanza e soprattutto con l'allattamento per cui ogni donna affetta dalla malattia deve essere informata che la gravidanza e l'allattamento dovrebbero essere, per quanto è possibile, accuratamente evitati.

Forse, nel determinismo dell'affezione, sono in gioco anche fattori immunitari (intolleranza verso il collagene).


Sintomi dell'otosclerosi

I focolai otospongiotici provocano ipoacusia (perdita di udito) con caratteristiche molto particolari: dapprima di tipo trasmissivo, si trasforma successivamente in una forma di tipo misto e poi percettivo a causa della progressiva sofferenza delle strutture nervose cocleari deputate alla percezione dei suoni (organo del Corti).

La malattia porta inevitabilmente ad una perdita uditiva di notevole grado la cui evoluzione può essere talvolta rallentata da idonee terapie mediche.


Diagnosi della otosclerosi

La diagnosi si formula in base ai dati anamnestici e soprattutto ai risultati degli esami audiologici (audiometria, impedenzometria). Oltre alla ipoacusia i pazienti affetti da otosclerosi accusano gravi e persistenti acufeni e, saltuariamente, vertigini.

Talvolta l'evoluzione della patologia è molto lenta, in altri casi il paziente va ben presto incontro alla perdita totale dell'udito (detta anacusia se monolaterale; detta cofosi se bilaterale).


Terapia medica

La terapia medica si basa sulla somministrazione a cicli ripetuti di composti a base di fluoruro di calcio che sembra avere una certa azione nel rallentare l'evoluzione del processo di osteogenesi otosclerotico. Si usa nei casi inziali quando non è ancora indicata la chirurgia.


Terapia chirurgica della otosclerosi

La terapia è esclusivamente chirurgica e si basa sulla riabilitazione del movimento tra staffa e finestra ovale (intervento di stapedotomia con interposizione di protesi a pistone).Una valida alternativa all'intervento di microchirurgia tradizionale è rappresentata dalla tecnica laser con laser CO2.

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Dott. Claudio Lambertoni

Specialista in Otorinolaringoiatria-Chirurgia dei Turbinati, Rinoplastica, Russamento e Apnee del sonno

Medico Chirurgo, iscritto allordine dei Medici di Milano al n° 35641, nato il 3 marzo 1953.

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