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Perdita dell’olfatto: cause, sintomi e soluzioni

Immagine del redattore: Dott Claudio Lambertoni
Dott Claudio Lambertoni
6 ott
Tempo di lettura: 5 min

La perdita dell’olfatto, chiamata in ambito medico anosmia, è una condizione caratterizzata dalla riduzione (ipoosmia) o dalla completa assenza della capacità di percepire gli odori (anosmia). In alcuni casi può essere temporanea e legata a problemi comuni, come un raffreddore o una congestione nasale; in altri può essere il segnale di una patologia che richiede una valutazione medica.


L’alterazione dell’olfatto può manifestarsi anche come percezione distorta degli odori (parosmia) o percezione di odori che non sono realmente presenti (fantosmia).


Cos’è l’olfatto e perché è importante


L’olfatto è il senso che permette di riconoscere e distinguere le diverse sostanze odorose presenti nell’ambiente. Gli stimoli odorosi vengono captati dai recettori presenti nella parte superiore della cavità nasale e trasmessi al cervello attraverso le vie olfattive.


Quando questo sistema non funziona correttamente, la persona può accorgersi di non riuscire più a percepire determinati odori oppure di aver perso completamente l’olfatto.


La perdita dell’olfatto può essere:


  • totale, quando gli odori non vengono più percepiti

  • parziale, quando la capacità olfattiva è ridotta

  • temporanea, quando tende a risolversi spontaneamente o dopo il trattamento della causa

  • persistente, quando dura a lungo e richiede un approfondimento diagnostico.


Perché si può perdere l’olfatto


Le cause dell’alterazione dell’olfatto sono numerose e possono interessare il naso, i seni paranasali, le vie nervose o il cervello.


Raffreddore e infezioni delle vie respiratorie


Un’infezione respiratoria può provocare congestione e infiammazione della mucosa nasale, impedendo alle molecole odorose di raggiungere correttamente i recettori olfattivi.


In questi casi la perdita dell’olfatto è generalmente temporanea e può migliorare con la risoluzione dell’infezione.


Deviazione del setto nasale e l'ipertrofia dei turbinati


Le gravi deviazioni del setto nasale spesso associate a ipertrofia dei turbinati (aumento dimensionale dei turbinati) possono determinare i sintomi.


Sinusite e rinosinusite


La sinusite e la rinosinusite possono causare infiammazione e gonfiore delle cavità nasali e dei seni paranasali. La congestione può ridurre significativamente la percezione degli odori.


Polipi nasali


I polipi nasali sono formazioni benigne della mucosa nasale che possono ostacolare il normale passaggio dell’aria verso la regione olfattiva e determinare una riduzione dell’olfatto associata a naso chiuso e a secrezioni persistenti.


Allergie


La rinite allergica può provocare congestione, edema della mucosa e aumento delle secrezioni nasali. Di conseguenza, la capacità di percepire gli odori può diminuire.


Infezioni virali


Alcune infezioni virali possono determinare alterazioni dell’olfatto anche in assenza di una marcata congestione nasale. Tra queste rientra anche l’infezione da COVID, che ha reso particolarmente noto questo sintomo.


Traumi cranici


Un trauma cranico può danneggiare le strutture coinvolte nella trasmissione degli stimoli olfattivi. La perdita dell’olfatto dopo un trauma deve quindi essere valutata da un medico, soprattutto se associata ad altri sintomi neurologici.


Farmaci e altre condizioni


Alcuni farmaci e diverse condizioni mediche possono essere associate ad alterazioni dell’olfatto. Anche l’invecchiamento può determinare una progressiva riduzione della capacità olfattiva.


Più raramente, la perdita dell’olfatto può essere collegata a malattie neurologiche. Per questo motivo, quando il disturbo è persistente, improvviso o non presenta una causa evidente, è consigliabile un approfondimento clinico.


Perdita dell’olfatto e gusto: perché sono collegati?


È importante ricordare che olfatto e gusto sono strettamente collegati (recettori olfatto gustativi). Per questo motivo, chi perde temporaneamente l’olfatto può avere la sensazione che anche gli alimenti abbiano meno sapore.


Gran parte delle informazioni che contribuiscono a riconoscere l’aroma di un alimento proviene dall’olfatto.


Per questo una persona con ridotta capacità olfattiva può riferire una diminuzione del gusto, anche quando la funzione delle papille gustative è sostanzialmente conservata.

La perdita dell’olfatto può quindi rendere più difficile apprezzare gli alimenti.


Come si fa la diagnosi e quali esami sono utili


La diagnosi parte generalmente da una valutazione otorinolaringoiatrica, durante la quale vengono raccolte informazioni sulla comparsa e sull’evoluzione del disturbo.


L'otorino indaga:


  • quando è comparsa la perdita dell’olfatto;

  • se l’alterazione è totale o parziale;

  • se è comparsa dopo un’infezione;

  • se sono presenti congestione nasale, secrezioni o altri disturbi;

  • se si è verificato un trauma;

  • quali farmaci vengono assunti;

  • se sono presenti altri sintomi talvolta anche di tipo neurologico.


La valutazione otorinolaringoiatrica può comprendere i test dell’olfatto (olfattometria) e ulteriori esami, come l’endoscopia nasale o esami di diagnostica per immagini, quando ritenuti necessari (TAC, RMN)


Cosa si può fare per recuperare l’olfatto


Non esiste un'unica cura per la perdita dell’olfatto: il trattamento dipende dalla causa.


Se il disturbo è legato a una congestione nasale causata da un’infezione, l’olfatto può recuperare spontaneamente con la guarigione.


Quando invece sono presenti patologie nasali o sinusali, il medico può prescrivere una terapia mirata. In caso di polipi nasali o altre condizioni strutturali, possono essere necessari trattamenti specifici e, in alcune circostanze, un intervento chirurgico.


Allenamento olfattivo


In alcune persone con perdita o alterazione persistente dell’olfatto può essere consigliato il training olfattivo, un percorso che prevede l’esposizione regolare e ripetuta a determinati odori per stimolare il sistema olfattivo.


La sua indicazione e le modalità di esecuzione devono essere valutate in relazione alla causa e alle caratteristiche del disturbo.


Quanto tempo ci vuole per recuperare l’olfatto?


I tempi di recupero sono molto variabili.


Quando la causa è una congestione nasale transitoria, l’olfatto può tornare con il miglioramento della condizione che l’ha provocata. Dopo alcune infezioni virali, invece, il recupero può richiedere più tempo.


In presenza di un’alterazione persistente non è possibile prevedere i tempi di recupero senza conoscere la causa sottostante. Una valutazione specialistica può aiutare a stabilire la prognosi e il percorso terapeutico più appropriato.


Quando preoccuparsi e quando rivolgersi all’otorinolaringoiatra


È consigliabile consultare il medico quando la perdita dell’olfatto:


  • persiste senza una causa evidente

  • non migliora dopo la risoluzione di un’infezione respiratoria

  • compare improvvisamente

  • è associata a frequenti problemi nasali o sinusali

  • insorge dopo un trauma cranico

  • è accompagnata da altre alterazioni neurologiche o da sintomi insoliti.


Come convivere temporaneamente con la perdita dell’olfatto?


La riduzione dell’olfatto può avere anche implicazioni pratiche. Gli odori contribuiscono infatti a riconoscere alcuni pericoli domestici.

In caso di anosmia può essere particolarmente importante verificare il corretto funzionamento dei rilevatori di fumo e di gas e prestare attenzione alla conservazione e alla scadenza degli alimenti.


Conclusioni


La perdita dell’olfatto può avere molte cause, dalle più comuni infezioni respiratorie alle patologie del naso e dei seni paranasali, fino a condizioni neurologiche meno frequenti.

Spesso il disturbo è temporaneo e tende a migliorare, ma una perdita dell’olfatto persistente o senza una causa evidente merita una valutazione medica. Individuare l’origine del problema è infatti il primo passo per scegliere il trattamento più appropriato e valutare le possibilità di recupero.


FAQ – Domande frequenti

La perdita dell’olfatto passa da sola?

Dipende dalla causa. In molti casi, soprattutto quando è associata a un’infezione respiratoria o a una congestione nasale temporanea, la funzione olfattiva può recuperare. Se il disturbo persiste, è opportuno consultare un medico.

Gusto e olfatto sono funzioni differenti, anche se collaborano nella percezione degli alimenti. È quindi possibile avere un’alterazione dell’olfatto mantenendo una parte della capacità gustativa.

No. Può essere provocata anche da condizioni comuni e transitorie, come raffreddore, congestione nasale o alcune infezioni. La persistenza del sintomo deve però essere valutata.

Se l’olfatto non torna dopo la fase acuta dell’infezione, è consigliabile parlarne con il medico, che potrà valutare la situazione e stabilire se sono necessari ulteriori accertamenti o un percorso di riabilitazione olfattiva.

Il primo riferimento può essere il medico di medicina generale. In base alla situazione può essere indicata una visita otorinolaringoiatrica per valutare le cavità nasali, i seni paranasali e la funzione olfattiva.


 
 
 

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